Anche l’unità e la comunione tra i collaboratori del Papa non si
instaurano con uno sforzo di auto-coscienza, ma fioriscono dalla
riscoperta che solo «il rapporto vivo con Dio alimenta e rafforza anche
la comunione con gli altri, cioè tanto più siamo intimamente congiunti a
Dio tanto più siamo uniti tra di noi perché lo Spirito di Dio unisce e
lo spirito del maligno divide». A tutti, per custodire l’autoironia e il
senso del limite, Papa Francesco suggerisce di recitare spesso la
preghiera di San Tommaso Moro: «Signore, donami una buona digestione e
anche qualcosa da digerire. Donami la salute del corpo e il buon umore
necessario per mantenerla… Dammi un'anima che non conosca la noia, i
brontolamenti, i sospiri, i lamenti, e non permettere che mi crucci
eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama "io"».
Tiré de http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-38203/
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